
Dopo aver cavalcato qualunque pentagramma possibile è
giunta l’era del Jazz che scende dai binari, scavalca
il passaggio a livello e passeggia nelle strade, nelle piazze, si mescola con
la folla nei mercati, scende sottoponte a curiosare e scambia quattro
chiacchiere con i passanti.
Questo lo rende un “jazz
freeform” un mosaico policromo di
emozioni capace di aggregare e disgregare sonorità di ogni genere e
componendo ogni volta il disegno in libertà.